Approvata la risoluzione di maggioranza su Kiev con gli aiuti per l’Ucraina: le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto in Aula.
Mentre continuano le problematiche nel trovare un accordo di pace tra Ucraina e Russia, come confermato dalle recenti parole del presidente USA, Donald Trump, l’Italia conferma il proprio sostegno a Kiev. In Aula, infatti, è stata approvata la risoluzione di maggioranza con cui il nostro Paese si impegna ad aiutare la popolazione ucraina in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali.

Ucraina, approvata risoluzione di maggioranza
L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza su Kiev che, tra le altre cose, impegna il governo italiano “a continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео”.
Il commento di Crosetto sugli aiuti a Kiev
A margine dell’approvazione della risoluzione di maggioranza su Kiev, anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è pronunciato sull’argomento mettendo in evidenza la propria posizione: “Non esistono mezzi buoni e cattivi ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo“.
Il Ministro ha quindi fatto un chiaro esempio: “Un’arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un’arma impedisce a un’altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa. Lo spirito con cui l’Italia ha aiutato l’Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà , io mi sento orgoglioso“.
Secondo Crosetto “sostenere l’Ucraina non significa voler prolungare il conflitto” ma “evitare che la fine dell’ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull’ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente”. Ecco perché secondo il ministro “interrompere oggi il sostegno, l’aiuto all’Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita”.